I favi nei capelli.

 

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Oggi è morto un vecchio caro zio. In realtà non era uno zio, era Gabriel Garcia Marquez. E non l’ho mai conosciuto se non attraverso i suoi libri. Però ha contribuito profondamente a creare l’idea di immaginifico e meraviglioso che ho e come uno zio mitico e lontano che segna aneddoti e passaggi che poi avranno una ricaduta in tutta una storia familiare, lui è e resterà per sempre presente nella nostra idea di fantastico.

Così quando le nostre bambine si inselvatichiscono nei lunghi mesi estivi; quando i loro adorabili piedini diventano cuoio cotto al sole e la loro pelle si fa salata e dorata; quando i loro capelli diventano cattedrali di sale e i loro occhi brillano di richiami segreti e naturali allora diciamo che hanno i favi nei capelli (intendendo con questo che la loro naturalità ha preso il sopravvento tanto che il loro corpo è diventato natura e miracolose e misteriose cose possono accadervi: anche che delle vespe vi facciano casa.) e il loro mondo, il nostro diventa la lussureggiante e misteriosa Macondo.
Magia e realtà, finzione e storia. Tutto si confonde e si riscrive continuamente.
“Dietro la realtà esiste una magia che solo l’intuizione poetica riesce a captare”.

E se avessi avuto un figlio maschio avrei voluto chiamarlo Aureliano.

 

Buon viaggio vecchio signore.

 

 

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