Piccola storia di un piccolo libro.

COVER TREMENDINA

Oggi sono di parte. Perché non di un libro qualsiasi, voglio parlare, ma di un piccolo libro molto speciale. Non lo trovate in libreria, e nemmeno in biblioteca; perché è un libro fatto di 0 e 1, di bit, di niente. O forse no. Ma andiamo con ordine…

C’era una volta, alcuni anni fa, una mamma che voleva scrivere. Aveva tante storie in testa: parole e figure, personaggi e interpreti. Un bel giorno, come per magia (non scherzo: è successo davvero!) prese carta e penna e scrisse in una mattina una piccola storia in versi. Era la semplice storia di una bambina che voleva fare una pizza, forse per fare una sorpresa a mamma e papà, forse per mangiarla da sola o dividerla con il gatto. Insomma: questa bimba – si chiamava Tremendina, lo ricordo ancora – si mette di buona lena a impastare e condire, ma come tutte le bambine creative crea un po’ di confusione (non vado troppo nel dettaglio altrimenti rovino la suspence), ma l’intervento salvifico della mamma rimette tutto a posto. La storia – scritta in ottave, mica pizza e fichi! – le piace talmente tanto che la mamma decide di farne un libro vero e proprio, anche se in un solo esemplare. Armata di un obsoleto computer crea alcune tavole “naif” da abbinare ai versi, e dà così vita a “Tremendina fa la pizza” (editore sconosciuto). Il libro prende vita grazie ad una stampante ed alcuni fogli di cartoncino; viene amorevolmente rilegato a mano e lasciato in giro per casa, alla mercé delle bimbe. Le quali non solo lo amano da subito, ma ne imparano a memoria i versi, declamandoli manco fossero le gesta di Rinaldo e Orlando…

Passano gli anni e “Tremendina fa la pizza” resta sempre lì, subendo l’oltraggio del tempo e l’irruenza vitale delle bimbe ma resistendo, orgoglioso, al succedersi, nello scaffale, di libri sempre nuovi. Poi, pian piano, la sua costa inizia a disfarsi, le pagine cominciano a staccarsi (rilegatura casalinga, che ci volete fare?) e il piccolo volume si divide in due, finendo seppellito da altre pagine, altre copertine…

Un bel giorno giunse, a cavallo di una email, una simpatica editrice, visionaria e un po’ pazzerella (di quelle persone che credono nei sogni), e – venuta a conoscenza dell’esistenza di un siffatto volumetto – decide di pubblicarlo. Ma non con la carta, la colla, gli inchiostri etc. etc., no: lo trasforma (grazie ad un armadio trasformato in cabina di registrazione) in una nuvola di numeri e gli ridà nuova vita. Una vita in cui la voce narrante è quella della bimba che l’ha ispirata – una bimba che ancora non sa leggere bene ma ha un’ottima memoria!

Oggi “Tremendina fa la pizza” fa parte di una piccola collana (“i pulcini”) di una piccola casa editrice digitale (“la bottega delle favole”) che ha come progetto il raccogliere le tante fiabe che mamme, papà, nonni e fratelli/sorelle inventano e raccontano ai loro piccoli per farli diventare nuvole di numeri (ma che si possono leggere, guardare ed ascoltare). E io sono contenta 🙂

PS: Lo so, sto per scrivere una ruffianeria, ma come tutti gli autori che si rispettano, non posso esimermi dall’incoraggiare l’acquisto (o il regalo) di questa opera immancabile e fondamentale (per me lo è di sicuro). Quindi, se avete 4 euro che vi avanzano e non vi fate intimorire dall’immaterialità di questo piccolo libro/non libro (su un tablet farà una figura splendida…), potete seguire questo link.

Questo post partecipa al “venerdì del libro” di HomeMade Mamma e la biblioteca di Filippo

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23 thoughts on “Piccola storia di un piccolo libro.

  1. Wow, bellissimo il racconto che sta dietro a questo libro (una storia nella storia…) e bella l’idea della casa editrice di dar voce alle storie delle famiglie! Vado subito a meglio il sito!

  2. Pingback: Venerdi' del libro: la grande fuga delle lettere |

  3. Un’altra blogger mi ha fatto conoscere il progetto editoriale della bottega delle favole. Sicuramente interessante ma troppo avanti per una come me che (come te) se può si costruisce i libri in casa.
    Però continua a scrivere storie accipicchia che brava.

    • Grazie davvero e di cuore. Devo dire che le bambine sono piuttosto esigenti e si stanno abituando male: ogni sera me ne chiedono una inventata :-0
      Grazie per avermi letta, un abbraccio e a presto!

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