Biancaneve reloaded

biancaneve

Io quelle mollaccione di Biancaneve e Cenerentola non le ho mai potute sopportare. E siccome sono un modello imperante ho deciso di ritoccare qui e là le loro storie.

Ecco quindi la nostra versione di Biancaneve:

“C’era una volta, tanto tempo fa un re che aveva una figlia che amava tanto. Questa bambina aveva una intelligenza ed una curiosità tali che chiunque  la conosceva rimaneva colpito dalla sua originalità. Poiché il vecchio padre la amava tanto decise di risposarsi per darle una madre. Ahimè non fu accorto nella scelta, poiché si sposò con una donna tanto bella quanto frivola. Ogni giorno, pensate, ogni giorno interrogava il suo specchio magico e gli chiedeva se fosse o meno la più bella. Lo specchio ossequioso rispondeva sempre di sì, be’ la regina spendeva un patrimonio in belletti, incantesimi e pozioni per essere bella e mangiava soltanto un chicco di riso al giorno. Un giorno però lo specchio, a sorpresa, disse che la figlia del re, sebbene non fosse più bella di lei, aveva però uno charme, una freschezza ed una intelligenza che sempre l’avrebbero fatta brillare tra tutte. La regina divenne verde di rabbia e schiumosa di bile, chiamò il suo fedele e terrorizzato guardiacaccia e gli intimò di uccidere Biancaneve e portarle il suo cuore (addirittura!).

Il guardacaccia andò dalla fanciulla e le disse che doveva seguirlo in mezzo al bosco, al che Biancaneve – da ragazza assennata quale era – rispose che per niente al mondo sarebbe andata in un bosco con lui (il guardiacaccia non le aveva mai ispirato fiducia…). Così il servitore le rivelò i feroci propositi della matrigna e le disse di scappare e che lui avrebbe portato il cuore di un capriolo come prova della sua uccisione.

Biancaneve decise quindi che era venuto il momento di intraprendere un piccolo viaggio e così si allontanò temporaneamente dal castello e – cammina, cammina, cammina – arrivò in una bella casina in una radura dentro il bosco. La casina era proprio graziosa, aveva dei cuoricini intarsiati sulle persiane, aveva il tetto in paglia ed era circondata da fiori e prati. Quando entrò, Biancaneve rimase un po’ stupita dal disordine che vi regnava dentro, ma si sedette su una comoda poltrona e aspettò che tornassero a casa i proprietari. Quando questi arrivarono (erano sette fratelli che lavoravano in miniera) si vergognarono un poco dello stato della loro casetta e in men che non si dica la riassettarono e la resero bella e accogliente per l’ospite che era inaspettatamente sopraggiunta. Prepararono inoltre una squisita cenetta e offrirono a Biancaneve compagnia e buona musica.
Biancaneve spiegò il motivo della sua visita e chiese loro un poco di ospitalità, che le fu prontamente accordata.

Passarono i giorni e Biancaneve con la sua curiosità scopriva le bellezze del bosco, le proprietà medicinali di alcune  piante e venefiche di altre, la vita del bosco e dei suoi abitanti, il ritmo delle stagioni e i tempi della natura.

Passò del tempo, e al castello, un giorno, quella frivola della matrigna interrogò lo specchio che dovette suo malgrado confessare che Biancaneve era viva e vegeta, e con la sua intelligenza continuava ad oscurare tutto il resto.
La matrigna capì l’inganno del guardiacaccia, si imbufalì, ruppe lo specchio e decise di sistemare la faccenda da sola. Fece un incantesimo e si trasformò in una orrenda vecchia, prese delle mele e le avvelenò e poi si incamminò alla volta della casina nel bosco.

Quivi sopraggiunta trovò la giovane tutta sola che leggeva un trattato sulle erbe officinali e provò a rifilarle le sue mele. Biancaneve pagò le mele e salutò la vecchia, ma questa per convincerla ad assaggiare la mela avvelenata e per prendere tempo simulò un malessere. Così Biancaneve disse alla vecchia di aspettare che sarebbe corsa velocissima a cercare aiuto e che sarebbe tornata con i suoi amici. A queste parole la vecchia strega si vide smarrita e se ne andò a gambe levate. Correva talmente forte che non si accorse dove metteva i piedi: cadde in un burrone e morì. E così quella che era stata solo una gran bella donna, fu anche talmente sciocca e vacua da morire come una sciocca incauta. Intanto i fratelli minatori erano sopraggiunti da Biancaneve, che cercava di guarire un ragnetto che aveva dato un morsetto alle mele avvelenate ed era caduto addormentato.

Tutto questo trambusto attirò l’attenzione di un giovane nobile (ne vagano ancora tutt’oggi in cerca di celebrità) che quando vide Biancaneve, senza neanche pensarci su un attimo le chiese di sposarla con l’arroganza tipica del suo lignaggio. La giovane rimase stupita da una proposta tanto affrettata e rispose “No, grazie”, perché innanzitutto non lo conosceva e poi aveva ancora molte cose da conoscere e scoprire prima di sposarsi ed essere portata (come un pacco) dentro ad un altro castello. E che se proprio ci teneva poteva aspettarla, così che quando lei fosse tornata avrebbero potuto frequentarsi.

Qui perdiamo le tracce della sveglia fanciulla. Qualcuno l’ha vista al CERN di Ginevra, qualcun altro racconta di averla avuta come maestra dei propri figli; altri ancora sostengono che sia diventata un medico e sia andata a lavorare in uno dei paesi più poveri e sfortunati del mondo, altri che si sia sposata e faccia la mamma a tempo pieno. Quello che ci piace pensare è che questa fanciulla abbia scelto la sua vita e ogni singolo passo del suo percorso di donna e persona.

Bene, finisce qui la nostra storia. Chiedo scusa ai fratelli Grimm, a Walt Disney e pure al signor Vladimir Propp e alla sua “Morfologia della fiaba” , ma i tempi cambiano, il passato passa ed anche gli insegnamenti che vorremmo dare devono adeguarsi.

Se volete conoscere anche altre versioni “matte” c’è il bel libricino di Roal Dahl “Versi perversi”.

(Mi è stato segnalato da un lettore che la foto di cui sopra è di un designer di Hong Kong di nome Cuson.).

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5 thoughts on “Biancaneve reloaded

  1. haha, ma le tue bimbe come reagiscono a questa storia ritocatissima? Nonostante sia universalmente riconosciuto il valore delle favole io le scanso sempre, in tutte le versioni, forse perché da piccola era l’unico tipo di storia che mi raccontavano e mi deprimevano molto, oltre a non riconoscermi in nessun dei personaggi.

    • Ed è proprio una bella domanda la tua! Sono incuriosite e divertite. Di sicuro sentire una versione alternativa che rispecchia maggiormente la realtà e inconsciamente loro lo sanno, gli consente di immedesimarsi di più. E’ vero che un po’ di resistenza la fanno, (per esempio non gli piaceva l’immagine qui sopra); ma d’altronde il bombardamento delle principesse Disney (all’esterno) è bello tosto, per cui penso di avere bisogno di più tempo 🙂

  2. A proposito dei grandi classici riscritti, l’altra sera le bambine mi hanno chiesto di raccontare loro “la bella addormentata” a modo mio. La cosa bella è che partecipavano tantissimo nel trovare le qualità della giovane Aurora. Per Emma capiva il linguaggio dei fiori e degli alberi. Per Nora sapeva parlare con le renne di Babbo Natale (è monotematica in questo periodo). Ciò mi ha dato nuovi stimoli e tanto divertimento 🙂

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