Feste di compleanno.

torta

Oggi un post che parla di feste di compleanno. Avete bisogno di idee facili e divertenti per decorare la vostra casa e ricevere i piccoli ospiti? Ebbene andate oltre perché qui non le troverete. Magari l’anno prossimo vi proporrò un tutorial per realizzare una tintura blu da cospargere sugli amichetti dei vostri figli, ma per quest’anno sarò seria.

Quest’anno volevamo essere sobri e volevamo essere noi cinque. Così tanto per conoscerci meglio e sperimentarci in situazioni diverse. Per vivere avventure ed attimi speciali, per regalare beni immateriali e momenti che diventassero piccoli mattoncini nel nostro percorso di formazione famigliare.

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Ci siamo impegnati per cercare di regalare la giornata giusta ad ogni piccola. Il 26 Giugno è stato il compleanno della piccola di casa: lei, la grintosa, l’intrepida, l’unica Violetta! La piccola aveva qualche difficoltà a memorizzare i versi degli animali o quando ci azzeccava sembravano animali impazziti sull’orlo di una crisi di nervi. Così, complice la meravigliosa stagione, abbiamo deciso di portarla in una bella fattoria. Aggiungo didattica per il semplice fatto che era molto ben fruibile e ben strutturata. Tutti gli animali erano ben visibili a qualunque altezza e ce ne erano di tante varietà. C’era un bel posto dove mangiare e cosa ben goduriosa per me e il babbo è che mentre noi mangiavamo le piccole potevano andare serenamente a giocare senza che corressero alcun pericolo proprio perché gli spazi erano ben tenuti, sgombri e puliti. E’ stata la prima volta in cui io e mio marito ci siamo goduti un pranzo al ristorante senza che ci si dovesse alzare a turno per : imbonire/raccogliere/intrattenere/soccorrere una qualche pupa. Insomma una gran pacchia per noi. Le pupe hanno dato da mangiare agli asinelli, ai maialoni, ai coniglietti. Hanno visto galli, galline, polli e pulcini, mucche, vitelli, ranocchie (sì c’erano pure quelle ma abusive, dentro gli interstizi di una muro) e cani e gatti in quantità. La giornata è stata rilassante e piacevole e lei, sì,  lei Violetta ha finalmente imparato i versi degli animali. E anche se nella sua pronuncia sono sempre animali sull’orlo di una crisi di nervi, però non ne sbaglia più uno. Tornati a casa torta, candeline, parenti e un numero contingentato di regali. Tutti contenti e nanna.

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Poi il 22 Settembre è stato il compleanno della mia piccola media. Dell’unica, inimitabile, inossidabile superNora! E pensa che ti ripensa ci voleva un’ideuzza un po’ speciale. E così, visto che l’ultima volta che hanno preso una nave erano talmente piccole che stavano a bordo nella pancia della mamma, abbiamo deciso di prendere il traghetto (draghetto come lo chiamano loro) e di andare in visita nella bellissima isola di San Pietro e nello specifico Carloforte. Già quando siamo arrivati al porticciolo erano tutte eccitate (ci sono rimaste un po’ male, invero, quando hanno capito che il draghetto era una navicella), ma riprese dopo questo iniziale smarrimento hanno cominciato a respirare la piccola aria del porto che ha sempre e da sempre un fascino tutto particolare. Una volta a bordo si sono sedute composte ai loro posti con un sorriso tipo stregatto, e sono restate sedute quel tanto appena che consentisse al traghetto di mettersi in moto e partire. Una volta realizzato che erano circondate dall’acqua hanno cominciato a mostrare una eccitazione anarchica ed egocentrica per cui ognuna di loro aveva una qualche alzata d’ingegno che a me e mio marito c’hanno fatto perdere dieci anni di vita. Poi con piglio militaresco le abbiamo trascinate al coperto e lì io e il padre abbiamo ricominciato a prendere fiato e colore. Giunti a Carloforte abbiamo passeggiato per le sue bellissime stradine e vicoletti, respirato aria genovese (la cittadina è un enclave ligure e i suoi abitanti sono discendenti dei liguri), ci siamo regalati una bellissima mongolfiera da appendere nella camera delle pupe (vi chiederete che c’entri con Carloforte, niente, ma era bella) e poi siamo andati nel più antipatico e ostile ristorante che ci sia capitato da quando siamo famiglia. Abbiamo consumato questo  pranzo sotto gli sbuffi dell’odioso cameriere che alzava gli occhi al cielo ogni qualvolta le nostre pupe osavano alzarsi da tavola, (che va bene che stai lavorando, ma se odi i bambini non accettarli nei tuoi locali e scrivi fuori “io non posso entrare”). Consumato in fretta l’orribil pasto siamo usciti felici e vogliosi di poterci muovere liberamente per le viuzze del bel paesino. Poi di nuovo traghetto con Emma che si stava per sentire male perché la nave ballava un po’ e poi casa torta, candeline, parenti, regali contingentati eccetera.

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Il 10 Ottobre è stato il compleanno della mia Emmi. E’ autunno, cambia l’umore con il tempo, la scuola è cominciata che ci inventiamo per mantenere alto il livello? Abbiamo trovato un posticino vicino casa che è proprio un incanto. Abbiamo passato un bel pomeriggio in questa sorta di fattoria/scuderia dove la piccola e ormai autonoma Emma è stata coinvolta in una serie di attività tra cui esercizi di giocoleria nei quali si è cimentata con impegno ed ardimento ancorché poca maestria. Poi la signora dei cavalli si è presa la bimba, mentre noi ripassavamo i versi degli animali(che non si sa mai) con Violetta e Nora e ha portato Emma con sé a prendersi cura di un bel cavallo bianco. Le ha mostrato come strigliarlo, come dargli da mangiare, come portarlo al passo e comunicare con il cavallo attraverso il corpo. L’ha spronata affinché rallentasse il suo veloce organismo  e trovasse il suo centro tra lei e il cavallo. L’ha fatta salire da una parte del cavallo e scendere dall’altra, senza sella. Una volta, due volte, tre volte. Non un caso, non un avvenimento, ma un movimento che diventa consapevole e controllato. L’ha fatta sdraiare con le braccia larghe ad abbracciare tutta la forte groppa del cavallo, le sue guance sulla pelle dell’animale, i suoi capelli, sul crine. L’ha fatta sedere spalle alla testa dell’animale affinché lo sentisse e imparasse a fidarsi di lui e poi, di nuovo, faccia avanti, dritta, rilassata, cavallo al passo e lei con gli occhi chiusi, il sorriso sul volto e il cuore alto. Io la guardavo e mi sembrava di assistere ad un miracolo, mi sono proprio commossa nel vedere tanta comunione tra un cavallo e una (la mia, però!) bambina di sei anni!. Poi è scesa trotterellante, allegra, felice. Ho ringraziato il cavallo per essere stato lieve con la mia bambina, preso il babbo che pascolava le altre due, tornate a casa: torta, candeline, parenti, regali. Evviva!

E così abbiamo festeggiato i compleanni in questo modo, le idee anche per il futuro sono tante e mano a mano che crescono si potranno fare cose sempre più divertenti e stimolanti: una gita in gommone, una visita notturna all’osservatorio astronomico o una serata sotto le stelle armati di un bel telescopio; una giornata sul trenino verde e chi più ne ha e più ne metta (sempre che loro non si ribellino chiedendoci un party al Mac Donald!)

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