Sì, viaggiare…

over the town

La scorsa estate ci siamo spostati tanto, mettendoci alla prova come famiglia di cinque persone, ma non abbiamo mai oltrepassato il mare e quindi – per quanto bello fosse – eravamo sempre a casa nostra.
Quello che invece vorrei tanto (ma proprio tanto) è fare un viaggio vero con tanto di nave o aereo. Scegliere una meta europea e andarci dopo aver pianificato tutta la nostra lentezza. Eh sì, perché noi siamo fatti così: moriamo dalla voglia di vedere, conoscere, scoprire, ma piano piano.
Ci piace stare sdraiati dopo pranzo su un bel prato verde a duemila metri di quota godendo del sole di Luglio o mettere i piedi a bagno in qualche fiumicciattolo provenzale. Oppure andare alla scoperta di paesini scozzesi brumosi e birrosi.
Vorrei far vedere ad Emma “Sopra la città” di Chagall e vorrei vedere la boccuccia di Nora spalancarsi davanti al blu Klein e (non) vorrei vedere Violetta pensarne una delle sue e gettare tutti nel panico…Vorrei godere del loro stupore, ri-nominare il mondo che conosco già o per il quale ho già dei nomi.
Vorrei provare quella sensazione bellissima che ci dà il fare un nido provvisorio ma tutto nostro. Ritrovare la nostra confusione ovunque e vedere le bambine giocare e chiamarsi e rincorrersi a vicenda (quando hai tre o più figli è come avere un kindergarten sempre dietro, con tutto quello che ne consegue…)
A volte la voglia di partire è come la fame, è come una fitta allo stomaco: ho voglia di partire con tutto il mio piccolo circo delle pulci; ho voglia di partire come mi succede ogni primavera, manco fossi una rondine. Ma non sempre è possibile e così, invece di inebriarci del bello che esiste, continueremo ad esercitare la fantasia e (per dirla con William Blake) a “Vedere un mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico, tenere l’infinito nel palmo della mano e l’eternità in un’ora”.

Quel desiderio di mostrare alle bambine qualcosa che è stata foriera di emozioni intense è talvolta così forte da farmi sussultare, e spesso sembra quasi di viverlo davvero, quel momento. Poi però torni in te, guardi le tue bimbe che stanno pensando a tutt’altro, le stringi, le baci, le annusi e sei felice lo stesso. E anche se adesso non è possibile partire io tengo pronto il mio taccuino e Nora i suoi binocoli, mentre GM non smette mai di svolazzare su Google Earth per continuare a meravigliarsi della bellezza di questo nostro mondo.

Nora e i binocoli

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