Cicciobello…letargico!

Violetta e cicciobello2

Per i genitori, si sa, dire di no ai propri pargoli è davvero difficile, soprattutto se si è alle prime armi e al primo figlio.
Un bel giorno la mia prima e – al tempo – unica pulcetta, andò a casa di un’amichetta a giocare. E qui fece un incontro fatale: Cicciobello-che-gattona-e-che-cammina. Apriti cielo! ‘Sta bambola che ad un batter di mano cominciava a muoversi verso di lei, sembrava proprio seguirla e sceglierla (a singhiozzi e a scatti ché si sa le batterie di questi giochi durano finché durano, poi Amen). Insomma sembrava proprio vera!
Mammalavogliomammalavogliomammalavoglio! Lo chiedo anche a Babbo Natale che lui non può dire di no“. Io tentenno, gli occhioni suoi luccicanti mi inebetiscono, ma la nonna è pronta a farsi munifica portatrice dell’oggetto del desiderio, sollevando l’ipocrita e felice genitore (me), così liberato dalla responsabilità della scelta.

Ma…ma alfine è giunto il cavaliere solitario senza macchia e senza paura; sì è arrivato Lui, mio marito, quello che interviene poco e lo fa quando tutti gli altri (io) hanno perso calma e lucidità.
Ancor prima di scoprire le varie teorie sul fatto che i giochi debbano essere “aperti” di modo da stimolare la fantasia (ne parlerò più diffusamente in un altro post), lui si schiera contro, si para davanti a cicciobello-che-cammina-e-che-gattona e sceglie di regalare alla pulcetta un Cicciobello che non fa niente. Anzi, a dire il vero fa pure troppo perché piange quando gli togli il ciuccio (ma per fortuna anche queste pile si sono scaricate…). Naturalmente, a corollario, era arrivato pure un gran bel lettino in legno, con materassino e lenzuolino fatti rispettivamente da GM e da me. E mica Cicciobello può dormire buttato da una parte, no?
Emma riceve il suo regalo, è relativamente contenta, forse un po’ delusa, ma il Natale è bello lo stesso.
Cicciobello viene messo diligentemente a nanna, con tanto di lenzuolino, e comincia il suo lungo, lunghissimo sonno. In realtà la piccola questo bambolotto non lo aveva apprezzato per niente, non ci giocava.

In casa ormai lo chiamavamo “Cicciobello letargico”. Una volta abbiamo provato a farlo sparire, così tanto per vedere cosa succedeva e lei, Emma, se n’è accorta subito. Il bambolotto è ricomparso, ma continuava a dormire.
A scuola, in tutta semplicità, Emma raccontava che il suo era un “Cicciobello letargico” e le sue compagnette la guardavano con occhi che manco i lemuri ce l’hanno.

Sono passati diversi anni. Cicciobello si è svegliato, non piange più (sempre a causa delle pile), sta crescendo (secondo loro) ed è diventato un discreto compagno di giochi di Emma, di Nora e della piccola Violetta. Ha subìto il rituale taglio di capelli, è stato portato in fascia da Nora e si è guadagnato di diritto la sua posizione nella camera dei giochi che – lo confesso – subisce cicliche epurazioni. Nel lettino ora ci dorme il gattone, al quale non pare vero di aver trovato quel giaciglio perfetto per lui, almeno fino a quando le pulcette non se ne accorgono e lo cacciano…

E grazie a “Cicciobello letargico” (mio marito gongola ogni volta che le pupe ci giocano) ho imparato che i “no” possono dare riscontri anche dopo molti anni, ma quando succede ti senti un genitore un po’ più accorto e smaliziato.

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2 thoughts on “Cicciobello…letargico!

  1. Eh, mia cara Lunamonda, anche qui è accaduto qualcosa di simile; il Cicciobello è stato regalato (non ricordo in che occasione) alla piccola Maya senza batter ciglio perchè per me è legato ad un tenero evento della mia infanzia, ma ci sono voluti anni prima che lei lo usasse davvero. Mentre altri giocattoli sono stati usati fin da subito. Chissà che ha sto Cicciobello per attrarre così, ma a metà, o dopo un po’.

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